La lezione dell’India: gli alimenti da preferire in estate

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In Estate l’Ayurveda consiglia di assumere cibi dalla qualità leggera e quindi alimenti facilmente digeribili, rinfrescanti, possibilmente liquidi.  Meglio assumere frutta e verdura crudi quando possibile per tutelare l’apporto vitaminico e di Sali minerali. Evitare oli di semi, e semi oleaginosi che appesantiscono e prolungano la digestione, usare, in alternativa, erbe aromatiche rinfrescanti come basilico, menta, coriandolo. Nello specifico:

  • Cereali: orzo, avena, riso bianco, miglio
  • Verdure: assumere con moderazione: melanzane, peperoni, pomodori , peperoncini, via libera a carote, spinaci, fagiolini, piselli, rucola, taccole, scorzonera. Da evitare aglio e cipolla cruda
  • Frutta: avocado, mela, fico, melone, mango, fragola, prugna, cocco, anguria, ananas. Assumere con moderazione albicocca, pesca, ciliegia, lampone
  • Legumi: soia, tofu, piselli, fagioli, lenticchie rosse
  • Alimenti di provenienza animale: sarebbe meglio evitarne l’assunzione ma se proprio non si riesce a farne a meno scegliere pollo, tacchino, pesci leggeri e di piccole dimensioni (sgombri, triglie, merluzzo, sogliole, …). Da evitare molluschi e crostacei
  • Latticini: formaggi freschi, non stagionati, preferibilmente di capra: latticello, muor, entrambe bevande rinfrescanti a base di yogurt
  • Olio e condimenti: olio di oliva, cocco, soia o girasole, ghee grta: da evitare olio di sesamo e girasole
  • Spezie: coriandolo, curry leale, finocchio, cardamomo, cumino, foglie di neem, vaniglia e curcuma, zenzero in polvere, origano. Da evitare peperoncino, pepe, cayenna, aglio, zenzero, senape, rosmarino, timo
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La più antica bevanda dell’India: il Masala chai

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Il Masala chai, letteralmente tè speziato misto, è un tè aromatizzato indiano ricavato dal tè nero con una miscela di spezie ed erbe indiane. In India è un “must” che viene servito nei bar o consumato anche per strada, venduto dai “chai wallahans”. Esistono tante misture di erbe per preparare questo tè e alcune derivano dalle antiche ricette dell’Ayurveda. Cambiano anche ingredienti e metodi di preparazione. L’aroma fondamentale è sprigionato dal cardamomo cui si possono aggiungere altre spezie quali: la cannella, lo zenzero, il tè nero, l’anice, i chiodi di garofano. In realtà l’aggiunta di tè nero è una acquisizione relativamente recente per l’India: sono stati gli inglesi a diffonderne l’uso. Sul mercato troviamo diverse misture già pronte per l’uso. Tuttavia possiamo anche prendere le singole spezie, trattarle e riporle in un vasetto per l’impiego. Tra l’altro, oltre al caratteristico aroma che ci proietta in India, questa bevanda possiede anche proprietà salutari: il chai viene servito generalmente molto caldo (chi lo assaggia la prima volta lo trova bollente) ed è una bevanda che disseta ma che, al contrario del nostro caffè, non rende nervosi, ma anzi rinfresca e contiene sostanze antiossidanti.
Ricetta:
Ingredienti: acqua: 300 ml, latte a piacere senza esagerare, cardamomo (7 bacche), cannella (1 stecca), pepe nero (4 grani) , 1 centimetro di zenzero, un cucchiaino di tè, miele.
Preparazione: Dopo aver pestato le capsule di cardamomo mettere tutte le spezie in acqua e portarla a bollore. Poi lasciare andare per 10’ a fuoco basso. Filtrare per togliere le spezie e aggiungere il latte precedentemente riscaldato. Mescolare e addolcire con il miele

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Curcumina e Infiammazione cronica

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Tutte le evidenze sperimentali  mostrano l’efficacia della Curcumina nel promuovere la perdita di peso e nel ridurre l’incidenza di patologie correlate con l’obesità. Ciò è possibile principalmente i suoi effetti antiinfiammatori e antiossidanti. Negli studi di qualità più recenti si riporta che è espressamente consigliata come adiuvante terapeutico nella gestione del diabete, dell’obesità e delle loro complicanze. La ricerca scientifica rivela infatti che la curcumina interagisce direttamente con il tessuto adiposo bianco per sopprimere l’infiammazione cronica inibendo l’infiltrazione dei macrofagi e l’attivazione del Fattore Nucleare kB (NFkB). Sempre nel tessuto adiposo bianco riduce l’espressione delle potenti adipochine pro infiammatorie Fattore di Necrosi Tumorale alpha (TNF alpha), la Proteina Chemioattrattante i Monociti 1 (MCP 1)e l’inibitore dell’Attivatore del Plasminogeno 1 (PAI 1), oltre a indurre l’espressione dell’adiponectina che è il principale agente antinfiammatorio secreto dagli adipociti. L’interazione diretta della curcumina con il tessuto arriva ad essere quella di inibire la proliferazione dei preadipociti mediante il blocco della proteina Skp2. Tale proteina è necessaria per la degradazione della proteina p27 che avviene nella progressione del ciclo cellulare  durante la differenziazione dell’adipocita. La curcumina interrompe l’aumento dell’Skp2 nella fase precoce dell’iperplasia dell’adipocita, rivelandosi quindi fondamentale per la soppressione della differenziazione adipocitica e del suo sviluppo verso lo stadio maturo.

( a cura di Salvatore Bardaro)

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Diventeremo tutti vegetariani?

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“L’aumento dei pazienti che scelgono per sé e per  la propria famiglia un’alimentazione principalmente basata sui prodotti vegetali è un dato di fatto e noi medici non possiamo non occuparcene”

Leonardo Pinelli, pediatra, diabetologo Segretario Società Italiana di pediatria Funzionale e Consulente Scientifico dell’Associazione Assovegan

Continua a crescere il numero di Italiani che ha deciso di dire no alla carne scegliendo una alimentazione vegetariana. In un solo anno la percentuale è salita di 2 punti percentuali passando dal 7.1%  della popolazione generale del 2013 al 9% registrato nel 2014. La maggior parte dei vegetariani lega la propria scelta a motivazioni etiche di rispetto di vita degli animali, ritenendo non adeguate le tecniche di allevamento industriale. Un italiano su 4 effettua questa scelta per motivi salutistici: questa scelta è in linea con le indicazioni di diverse società scientifiche tra cui la National Institute of Health, l’American Heart Association, l’American Cancer Society che suggeriscono di basare l’alimentazione su un’ampia varietà di cibi di provenienza vegetale a basso tenore di cibi di derivazione animale.  Anche l’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) ha recentemente raccomandato di ridurre in modo significativo il consumo di carne bovina per ridurre il rischio di insorgenza di cancro. E’ stato stimato che per produrre un kilo di carne bovina servano 15 kili di cereali coltivati come mangimi e circa 100 mila litri di acqua, praticamente la quantità di acqua consumata da una famiglia di 4 persone in un anno. Non è dunque difficile comprendere l’impatto ambientale: necessita di ampi spazi da dedicare alla coltivazione dei mangimi, consumo eccessivo di risorse idriche, effetti sull’inquinamento atmosferico e utilizzo di grandi quantità di cereali per l’allevamento a scapito dell’alimentazione umana. A optare per una dieta di origine vegetale sono soprattutto i più giovani con un livello di istruzione medio-alta e spesso il cambiamento arriva in concomitanza con la nascita di un bambino. Le diete vegetariane, infatti, se ben pianificate, sono adatte a tute le fasi del ciclo di vita inclusi gravidanza, allattamento, prima e seconda infanzia, adolescenza e per gli atleti.

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Il sale di Epsom

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Ci sono tanti tipi di sale tra cui scegliere: il sale alle erbe, il sale rosa dell’Himalaya, il sale Kosher, il sale marino integrale, il sale celtico. C’è il sale “coltivato” per evaporazione diretta come sulle coste francesi, in Israele o nel Pacifico. Oppure il sale di miniera, ciò che resta di mari antichissimi, come i Sali dell’Himalaya o di Epsom. Questo sale si estrae da una salina amara nei pressi della cittadina di Epsom, nel Surrey, Inghilterra, ed è ricchissimo di Sali di magnesio. Si usa per fare gli scrub, per pulire la pelle dalle impurità, a volte unendolo con il miele, ma viene anche indicato per chi ha la psoriasi o eczemi, diluito in acqua per il bagno. Inoltre si ritiene che sia attivo nei processi di detossificazione dell’organismo, può essere utile per chi soffre di calcoli al fegato o di digestione lenta. Ha un effetto lassativo. Per questi ultimi impieghi: un cucchiaino disciolto in acqua.

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