5 Domande sui prodotti biologici

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  1. Hanno pregi nutritivi rispetto a quelli convenzionali?

Alcune ricerche riportate dai media sembrerebbero evidenziare che non esistono differenze di valore nutrivo tra cibi bio e convenzionali. Ci sono anche studi che mettono in evidenza il contrario: per esempio il latte di mucche che pascolano libere contiene più acidi grassi essenziali protettivi del sistema nervoso e gli ortaggi biologici contengono un maggiore quantitativo di bioflavonoidi. Secondo alcune ricerche i vegetali “bio” contengono biofotoni, “pacchetti di energia”, i cui effetti benefici sulla salute sono ancora in fase di approfondimento. Il cosiddetto kilometro zero e il rispetto della stagionalità sono quindi importanti. Acquistando prodotti bio coltivati in serra, fuori stagione e provenienti da lontano rischiamo di perdere una parte dei loro pregi.

  1. Sono più saporiti?

Molto dipende dalla freschezza e dalla modalità di coltivazione e dalle varietà. I vegetali più “moderni”, derivati da ibridazioni, sono entrati nel biologico per aumentare la produzione anche a costo di comprometterne il gusto. Meglio scegliere specie tradizionali, di varietà antiche e valorizzare i produttori che si sforzano di mantenere i riportarle in vita.

  1. Offrono più sicurezza?

I parametri di qualità e di sicurezza fissati per legge sono gli stessi di quelli di altri cibi.

  1. Perché costano di più?

Il prezzo è legato alla maggiore mano d’opera che richiedono e alla minore produttività in termini di quantità. Ma se si rendessero trasparenti i costi nascosti provocati dall’agricoltura intensiva – per esempio depurare l’acqua- il bilancio cambierebbe decisamente a favore del “bio”

  1. Come di fa ad avere la garanzia che i cibi che si acquistano siano davvero biologici?

Il loro dell’Unione Europea garantisce l’adesione alle norme di produzione generali stabilite per l’agricoltura biologica. Certo,  possono esserci trasgressioni ma si tratta di truffe presenti in ogni ambito. Meglio tener presente che la qualità offerta dal biologico varia secondo le modalità di produzione. Vista la richiesta crescente, anche in questo settore tutelato iniziano a diffondersi modalità di coltivazione che privilegiano la quantità. Sta a noi effettuare le scelte più appropriate: occorre scegliere marchi e ditte che rendano trasparente la filiera di produzione e privilegino quella artigianale fondata su piccoli appezzamenti e sulla valorizzazione delle varietà tradizionali. Il maggior costo è giustificato dalla cura elevata.

(tratto da “L’altra medicina” n. 56)

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Estratti di frutta e verdura per l’autunno

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Gli estratti di frutta e verdura sono un ottimo mezzo per fare una integrazione naturale di un giusto apporto di vitamine, minerali, carboidrati e grassi.. possiamo quindi equilibrare con gli estratti di frutta e verdura la nostra alimentazione tutto l’anno. L’estrazione dei succhi vegetali è stata elaborata dal dottor Gerson nel 1930. Il vantaggio degli estratti è quello di ottenere un cibo fluido che sarà più facilmente assimilabile in quanto deprivato delle fibre che non sono digeribili dal nostro corpo. Le fibre digeribili, ovvero quelle idrosolubili, vengono conservate intatte e fungono da veicolo a tutti i complessi nutrizionali in esso contenuti. In questo modo i tempi di digestione si riducono di molto a beneficio del sistema digestivo. Sicuramente ne possono trarre vantaggio gli sportivi oppure le persone particolarmente stressate o debilitate o i bambini. I vantaggio non finiscono qui: pensiamo a quante tipologie di verdure o frutta possiamo introdurre nella nostra alimentazione quotidiana con la conseguenza di aumentare l’apporto di clorofilla.

Proviamo con la ricetta proposta di seguito:

Ingredienti: 1/8 di ananas con la buccia tagliata a cubetti di ca. 3 cm, 2.5 cm di curcuma fresca con buccia tagliata a rondelle di circa 1 cm, 10 mandorle senza buccia (lasciate precedentemente in ammollo per 6-8 ore), 2 cucchiai di olio di cocco, un altro 1/8 di ananas

Mettere un cucchiaino di bicarbonato in 1 l di acqua e ammollare la frutta per 2 minuti, poi spazzolarla bene e risciacquare. Mettere l’ananas nell’estrattore, la curcuma, le mandorle e l’ananas rimasto seguendo questo ordine. Aggiungere l’olio di cocco e mescolare bene.

Questa ricetta, ispirata al famoso “golden milk”, contiene curcuma che, combinata con grassi di buona qualità, diventa un potente antinfiammatorio e antiossidante. La bromelina, principio naturale antinfiammatorio, va a rinforzare la specializzazione di questa bevanda adatta a coloro che soffrono di dolori articolari, ma anche a chi vuole prevenire ogni forma infiammatorio – dolorosa.

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La dieta come segno dell’evoluzione dell’uomo

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Il tema dell’alimentazione, ora più che mai denso di contrasti, mette in evidenza il fatto che occorra portarvi attenzione e considerarlo non solo come ambito del quotidiano nutrirsi, ma anche come fulcro su cui si sono evoluti l’uomo, la civiltà e le relazioni sociali.

… La dieta, che rappresenta il fulcro di tanti aspetti legali legati alla vita di noi umani, si presta pertanto molto bene come elemento che attesti in maniera simbolica una nostra evoluzione, così la cambiamo per manifestare che vogliamo o che stiamo cambiando dentro. A volte stiamo meglio non tanto per il tipo di dieta che abbiamo intrapreso ma per il semplice fatto che è in atto la volontà di rinnovamento. Ci sono centinaia di famose diete che a volte funzionano e a volte no, quindi la variabile più importante probabilmente è l’individuo.

… non sono da giustificare atteggiamenti impropri o banalizzazioni troppo semplicistiche, ma può essere utile far partecipe l’uomo del proprio potere, cercando di utilizzarlo in maniera equilibrata versi progetti condivisibili di salute e relazione, etici, adatti ad incarnare l’evoluzione umana. E’ inutile fossilizzarsi sulla ricerca del sistema migliore: non esiste. Esiste la cosa giusta al momento giusto, utile solo in quel preciso momento; non può essere assoluta perché allora saremmo di fronte a una verità, e per quanto ci giriamo in lungo e in largo, la realtà è fatta solo di mezze verità … Questa comprensione può generare l’entusiasmo per la vita… la vita è dinamica, ti fa conoscere la dura verità dell’inverno che cambia fino ad essere tutt’altro nell’estate. Saper stare nell’eterno mutamento è la chiave per essere vivi e vitali, quindi adattabili come l’acqua che per sua natura è umile e viva nonostante in sé abbia la memoria dell’intero universo. Con questi presupposti, senza aver ragione, ciascuno può rispettare meglio le scelte alimentari altrui e nel contempo avere gli strumenti per delineare meglio linee comuni condivisibili e utili a tutti.

… Qual è la dieta ideale? La dieta ideale può essere individuata tra quelle che nutrono di più la nostra coscienza e perché ci sia conoscenza nel cibo occorre conoscerlo, viverlo, coltivare, cucinare, raccogliere, vivere sia abbondanza che carenza, …

(articolo tratto da “Vivi consapevole”, n. 46 di Salvatore Satanassi)

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La lezione dell’India: gli alimenti da preferire in estate

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In Estate l’Ayurveda consiglia di assumere cibi dalla qualità leggera e quindi alimenti facilmente digeribili, rinfrescanti, possibilmente liquidi.  Meglio assumere frutta e verdura crudi quando possibile per tutelare l’apporto vitaminico e di Sali minerali. Evitare oli di semi, e semi oleaginosi che appesantiscono e prolungano la digestione, usare, in alternativa, erbe aromatiche rinfrescanti come basilico, menta, coriandolo. Nello specifico:

  • Cereali: orzo, avena, riso bianco, miglio
  • Verdure: assumere con moderazione: melanzane, peperoni, pomodori , peperoncini, via libera a carote, spinaci, fagiolini, piselli, rucola, taccole, scorzonera. Da evitare aglio e cipolla cruda
  • Frutta: avocado, mela, fico, melone, mango, fragola, prugna, cocco, anguria, ananas. Assumere con moderazione albicocca, pesca, ciliegia, lampone
  • Legumi: soia, tofu, piselli, fagioli, lenticchie rosse
  • Alimenti di provenienza animale: sarebbe meglio evitarne l’assunzione ma se proprio non si riesce a farne a meno scegliere pollo, tacchino, pesci leggeri e di piccole dimensioni (sgombri, triglie, merluzzo, sogliole, …). Da evitare molluschi e crostacei
  • Latticini: formaggi freschi, non stagionati, preferibilmente di capra: latticello, muor, entrambe bevande rinfrescanti a base di yogurt
  • Olio e condimenti: olio di oliva, cocco, soia o girasole, ghee grta: da evitare olio di sesamo e girasole
  • Spezie: coriandolo, curry leale, finocchio, cardamomo, cumino, foglie di neem, vaniglia e curcuma, zenzero in polvere, origano. Da evitare peperoncino, pepe, cayenna, aglio, zenzero, senape, rosmarino, timo
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La più antica bevanda dell’India: il Masala chai

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Il Masala chai, letteralmente tè speziato misto, è un tè aromatizzato indiano ricavato dal tè nero con una miscela di spezie ed erbe indiane. In India è un “must” che viene servito nei bar o consumato anche per strada, venduto dai “chai wallahans”. Esistono tante misture di erbe per preparare questo tè e alcune derivano dalle antiche ricette dell’Ayurveda. Cambiano anche ingredienti e metodi di preparazione. L’aroma fondamentale è sprigionato dal cardamomo cui si possono aggiungere altre spezie quali: la cannella, lo zenzero, il tè nero, l’anice, i chiodi di garofano. In realtà l’aggiunta di tè nero è una acquisizione relativamente recente per l’India: sono stati gli inglesi a diffonderne l’uso. Sul mercato troviamo diverse misture già pronte per l’uso. Tuttavia possiamo anche prendere le singole spezie, trattarle e riporle in un vasetto per l’impiego. Tra l’altro, oltre al caratteristico aroma che ci proietta in India, questa bevanda possiede anche proprietà salutari: il chai viene servito generalmente molto caldo (chi lo assaggia la prima volta lo trova bollente) ed è una bevanda che disseta ma che, al contrario del nostro caffè, non rende nervosi, ma anzi rinfresca e contiene sostanze antiossidanti.
Ricetta:
Ingredienti: acqua: 300 ml, latte a piacere senza esagerare, cardamomo (7 bacche), cannella (1 stecca), pepe nero (4 grani) , 1 centimetro di zenzero, un cucchiaino di tè, miele.
Preparazione: Dopo aver pestato le capsule di cardamomo mettere tutte le spezie in acqua e portarla a bollore. Poi lasciare andare per 10’ a fuoco basso. Filtrare per togliere le spezie e aggiungere il latte precedentemente riscaldato. Mescolare e addolcire con il miele

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