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acidi grassi omega 3

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Gli acidi grassi polinsaturi omega 3 sono molecole formate da una lunga catena idrocarburica e un gruppo terminale carbossilico; la terminologia “acido grasso polinsaturo” sta ad indicare la presenza di due doppi legami tra carboni adiacenti, ciascun doppio legame separato da almeno un gruppo etilenico. Le proprietà degli acidi grassi dipendono sia dalla lunghezza della catena che dal numero di doppi legami.

Gli acidi grassi polinsaturi omega 3 e 6 a catena lunga sono impiegati per la sintesi di molecole chiamate eicosanoidi, ormoni autocrini prodotti dalle cellule dell’organismo e impegnati in molti processi biologici come per esempio la modulazione dell’infiammazione, la risposta immunitaria, l’aggregazione piastrinica, la crescita e il differenziamento cellulare. Hanno vita breve e sono rapidamente inattivati nel torrente circolatorio. Gli acidi grassi polinsaturi precursori degli eicosanoidi sono l’acido arachidonico, l’acido eicosapentaenoico e l’acido docosaenoico che a loro volta possono essere assunti con la dieta. L’acido arachidonico è una molecola “critica” perché può dare origine tanto a eicosanoidi “buoni” cioè benefici per il nostro organismo, quanto a eicosanoidi “cattivi” che possono innescare reazioni pro infiammatorie. Questi acidi possono essere assunti con la dieta. In particolare l’acido arachidonico è presente in carni e carni conservate, insaccati uova  e formaggi. L’acido eicosapentaenoico è contenuto nel salmone selvatico, negli sgombri e nelle sardine. Il salmone selvatico secondo le indagini del British Columbia Institute, ha la più alta concentrazione di acidi grassi Omega 3. L’American Heart Association raccomanda alla popolazione di mangiare almeno due porzioni di pesce grasso alla settimana per mantenersi in buona salute. L’assunzione tramite la dieta di acidi grassi polinsaturi omega 3 fa sì che aumenti la produzione di eicosanoidi derivati dall’EPA e dal DHA, a discapito di quelli derivati dall’acido arachidonico.

I tessuti e gli organi che si giovano maggiormente dell’assunzione  sono retina  e cervello, in particolare la corteccia cerebrale. Anche durante lo sviluppo visivo e cognitivo è stato descritto il ruolo degli omega 3. Inoltre alcuni studi affermano che l’assunzione di omega 3 durante la gravidanza e l’allattamento può portare ad un più rapido sviluppo mentale del bambino. Un effetto positivo dell’omega 3 è stato anche descritto per quanto riguarda la demenza, la schizofrenia  e altri disturbi di origine nervosa. La descrizione di un’influenza sulla depressione porta alla conclusione che gli effetti dell’omega 3 possano riguardare non solo le funzioni cognitive, ma anche l’emozionalità e l’umore e che l’omega 3 può agire come modulatore dello stato d’umore.

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