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I componenti della dieta che favoriscono i processi infiammatori

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Siamo abituati a considerare il cibo in termini prevalentemente calorici. Tuttavia, le molecole della dieta non sono semplici substrati che forniscono energia alla cellula ma possono influenzare direttamente il metabolismo cellulare. In pratica le sostanze nutritive sono in grado di orientare il metabolismo verso il catabolismo o l’anabolismo e anche verso la produzione di molecole pro – infiammatorie.

I componenti della dieta la cui assunzione deve essere controllata per evitare di favorire i processi infiammatori sono:

  • Acidi grassi saturi di origine animale
  • Grassi e proteine del grasso di latte vaccino
  • Acidi grassi idrogenati “trans”
  • Carni rosse
  • Bevande zuccherate, alimenti zuccherini e con poche fibre
  • Eccesso di sale nei cibi

Molti composti presenti nella dieta hanno la proprietà di contrastare i processi infiammatori. Una dieta ricca di antiossidanti e la somministrazione di dosi appropriate di antiossidanti possono essere molto utili per ristabilire il giusto equilibrio tra la formazione e la distruzione dei radicali liberi. Studi recenti dimostrano come gli antiossidanti hanno proprietà biologiche aggiuntive che vanno ben oltre il semplice potere antiossidante e possono contrastare gli effetti negativi degli agenti microbici e degli acidi grassi trans, limitando l’espressione di molecole pro- infiammatorie, lo stress ossidativo e l’angiogenesi.

I più importanti antiossidanti naturali sono i polifenoli e i carotenoidi. Essi condividono notevoli proprietà antiinfiammatorie con altre molecole non antiossidanti (acidi grassi insaturi essenziali omega 3, gli acidi grassi polinsaturi omega 3 a catena lunga (PUFA) e la vitamina D. Utili sono anche gli elementi quali selenio, zinco e magnesio.

I polifenoli e i carotenoidi sono presenti nei vegetali, nelle spezie (curcuma), nel vino, cioccolata, arachidi, bacche  e uva nera (resveratrolo) e nella frutta (le mele e gli agrumi sono ricchi in quercitina.

La dieta no riguarda solo l’assunzione di sostanze “buone” o “cattive” per la salute. In realtà ciò che fa aumentare decisamente il rischio di malattie infiammatorie croniche è l’assunzione eccessiva di calorie che aumenta drasticamente la produzione di radicali liberi e, dunque, lo stato infiammatorio. In particolare è stato dimostrato che la restrizione calorica, in modelli animali, protegge dalle malattie neurodegenerative e potrebbe essere efficace nel contrastare la progressione della malattia. La restrizione calorica induce una diminuzione del danno ossidativo e i suoi effetti possono essere emulati dal resveratrolo.

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