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il pesce azzurro (alimento della settimana)

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La definizione di “pesce azzurro” non è scientifica, ma piuttosto generica e non risponde in pieno nemmeno ad una caratterizzazione del colore delle specie normalmente accomunate sotto questo nome.

In linea di massima con il termine pesce azzurro vengono indicati quei pesci che (salvo alcune eccezioni) presentano una colorazione dorsale tra il blu scuro e il verde-blu, mentre il ventre tende a presentarsi argenteo.

La distinzione tra pesce bianco e pesce azzurro è molto simile a quella che passa tra le carni bianche e rosse, dove alcune specie animali, come il maiale, vengono definite bianche da alcuni e rosse da altri.

Molto abbondante nei nostri mari, il pesce azzurro, salvo alcune specie molto “gettonate”, ha un ottimo rapporto qualità/prezzo grazie non solo all’abbondanza ma anche al fatto che la maggior parte della gente snobba queste specie a favore di quelle più commerciali.

Tra le specie riconosciute come “pesce azzurro” troviamo l’aguglia, l’alaccia, l’alice, il cicerello, la costardella, il lanzardo, il pesce sciabola, la sardina, lo sgombro, lo spratto, il suro, cui si aggiungono di norma l’alalunga, l’alletterato, il biso, la lampuga, la palamita, il pesce spada e il tonno.

L’unica caratteristica che accumuna veramente le specie appartenenti alla categoria del pesce azzurro sono proprio le caratteristiche nutritive.

Il pesce azzurro ha una quantità di grassi mediamente superiore al pesce bianco e quindi una quantità di omega 3 molto interessante.

Inoltre, il pesce azzurro contiene una grande gran quantità di selenio, fosforo e iodio, e discrete quantità di vitamina E e B.

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