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Importanza della vitamina D

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Negli ultimi dieci anni la conoscenza della vitamina D è aumentata enormemente; quella che per decenni si riteneva una semplice vitamina utile per la salute delle ossa si è rivelata una sostanza essenziale che gioca un ruolo importantissimo in tutto il nostro organismo. In realtà essa non è nemmeno una vitamina nel senso stretto del termine, ma è un potentissimo ormone steroide che viene prodotto quando la nostra pelle viene colpita da una quantità adeguata di luce solare (ultravioletta) e viene poi attivato a livello di fegato e reni.

Esporre l’intero corpo di un giovane adulto bianco a una dose di radiazioni ultraviolette (UV) di durata abbastanza lunga da causare un appena percepibile rossore della pelle ventiquattro’ore dopo l’esposizione (il che corrisponde nel linguaggio medico ufficiale a una dose minima eritematogena, ossia a un MED) può produrre l’equivalente di circa 10.000 UI di vitamina D, un quantitativo largamente in eccesso rispetto a quanto viene richiesto quotidianamente.

Ma è in ogni caso utile perché l’organismo umano così facendo immagazzina la vitamina D nei tessuti grassi e nel muscolo scheletrico, rendendola poi disponibile in quei periodi in cui la luce solare è troppo debole perché la sintesi della vitamina D avvenga ai giusti livelli.

La carenza di vitamina D è oggi universale e colpisce la quasi totalità della popolazione, specie nei paesi al di sopra del 35° parallelo come l’Italia.

I dati interessanti proposti da un recente studio indicano che la carenza di vitamina D è collegata a una maggiore incidenza di cancro (soprattutto seno, polmone, colon e prostata), attacchi cardiaci, diabete, sclerosi multipla, malattie autoimmuni, depressione stagionale e altri disturbi mentali, morbo di Alzheimer, ipertensione, osteoporosi, dolori cronici muscolari e articolari, influenza e raffreddori, asma nei bambini, autismo, stanchezza cronica .

La dottoressa Lappe, insieme ai suoi colleghi, ha indicato che il modo in cui la vitamina D può proteggere
dal cancro è ancora in corso di definizione, ma le conoscenze attuali mostrano che alti livelli di vitamina D possono favorire la regolazione dell’apoptosi, la differenziazione cellulare e la proliferazione cellulare.

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