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La trilogia non scontata del mangiare bene

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“Mangiare cibo vero. Con moderazione. Soprattutto mangiate vegetale”: è quanto scrive Michael Pollan nel suo libro “In difesa del cibo”. E’ più o meno questo in sintesi la risposta alla domanda complessa e disorientante: “Che cosa dobbiamo mangiare noi esseri umani per rimanere in buona salute?”.

Entriamo subito nel vivo dell’argomento.

  1. Mangiare cibo vero: significa consumare cibo fresco piuttosto che trasformato. Infatti in passato cibo era tutto ciò che si poteva mangiare. Oggi al supermercato troviamo molte sostanze commestibili ma che del cibo hanno solo la parvenza. Inoltre, spesso, le offerte del supermercato nascondono l’insidia del cibo spazzatura. E’ stato dimostrato di recente da una ricerca inglese (Università East Anglia, dott. Paul Dobson)che in molti casi si tratta di alimenti ad alto contenuto di zucchero, sale e grassi.

Fanno da collante la fretta, la mancanza di tempo, la poca attenzione.

Ecco la top ten dei cibi falsi:

  1. Bibite analcoliche gassate: 1 lattina da 33 cl di queste bevande contiene 10 cucchiaini di zuccheri, 150 calorie, 55 mg di caffeina ed è piena di coloranti alimentari e di solfiti
  2. Pop corn: un recente studio americano commissionato dal Center for Science in the Public Interest rivela come i pop corn, se consumati in quantità, siano molto più dannosi di un pranzo al fast food, soprattutto se associati ad una bibita gassata
  3. Patatine fritte: oltre al fatto che contengono elevate quantità di grassi e che molto spesso vengono cucinate in oli riutilizzati decine di volte, le patatine sono vettrici di acrilamide, una sostanza tossica che si forma durante il processo di cottura
  4. Salumi, insaccati, wurstel: il consumo quotidiano di salumi può aumentare il rischio di malattie cardiache del 42% e del 19% di diabete; un consumo eccessivo di wurstel e hot dog è in grado di aumentare il carcinoma al pancreas del 67%
  5. Gelato confezionato: spesso, nei prodotti confezionati si trovano acidi grassi trans, sapori artificiali, coloranti
  6. Panna montata: presenta ingredienti di dubbia provenienza
  7. Sottilette: presentano ingredienti privi di significato nutrizionale
  8. Margarina: contiene acidi grassi idrogenati tra i quali è spesso presente l’olio di palma
  9. Surimi: o “finta” polpa di granchio; non è altro che un composto alimentare ottenuto assemblando parti tritate di alcuni pesci, come il merluzzo, con carboidrati, addensanti, coloranti e conservanti per ottenere dei cilindretti con artificiale sapore di pesce
  10. Dolcificanti artificiali: il primo ad essere impiegato fu la saccarina, seguita poco dopo dal ciclamato sostituito a propria volta dall’aspartame, con un potere dolcificante 200 volte superiore allo zucchero. In etichetta può nascondersi con la sigla E951. La sua pericolosità per l’organismo è relazionata alla capacità di rilasciare metanolo e formaldeide, correlati con l’aumento di cancro cerebrale e leucemie
  11. Mangiare con moderazione: motivo: “le persone che hanno raggiunto i 120 anni di età pesavano allo stesso modo di quando avevano 20 anni” (Bernard Jensen)
  12. Soprattutto mangiate vegetale: gli scienziati possono non essere d’accordo su cos’è che fa bene nel consumo dei vegetali (gli antiossidanti?, le fibre?, gli omega 3?) ma nessuno ne contesta i benefici. I benefici di una alimentazione ricca di vegetali sono evidenti, ma la storia della vitamina C, un antiossidante per il quale dipendiamo principalmente dalla piante, indica che il bisogno di vegetali è conseguenza di un processo evolutivo. L’organismo dei nostri lontani progenitori era in grado di sintetizzare la vitamina C grazie ad un enzima, la GLO (L gulonolattone ossidasi). Durante l’evoluzione, in alcuni primati, venne a mancare GLO. Un evento mutazionale analogo si è verificato anche nella capacità di sintetizzare la tiamina (vitamina B1). In realtà il gene per la GLO è presente nell’uomo in forma di pseudo gene mutato e incapace di funzionare.  Il ciclo biochimico dell’acido ascorbico è un importantissimo sistema di ossidoriduzione e la sua perdita non poteva essere senza conseguenze nella fisiologia delle specie che ne sono prive: per fortuna, nel progredire dell’evoluzione altri sistemi hanno contribuito, almeno in parte, a compensare la carenza.

La nostra dipendenza biologica dai vegetali ha dunque, radici profonde. Non stupisce che il loro consumo sia benefico per l’organismo. Ma i vantaggi di una alimentazione a base vegetale non finiscono qui. Dato che i vegetali sono meno calorici della maggior parte delle altre cose che potremmo mangiare, una alimentazione prevalentemente vegetariana porterà a introdurre meno calorie. I semi costituiscono un’eccezione e questo spiega perché è importante dare la precedenza alle verdure a foglia.

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