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Lunga vita al cuore

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Già nel 1989 Linus Pauling, premio nobel per la chimica e il dott. Matthias Rath suo collaboratore annunciarono di aver trovato la causa di gran parte delle malattie cardiache. Alla base della scoperta c’è la cronica insufficienza della vitamina C, dovuta alla mancanza di un enzima epatico scomparso per un difetto genico che accomuna tutti i primati e poche altre specie animali. Poca vitamina c provoca aumento del colesterolo, inclusa la variante lipoproteina (a) che induce il restringimento dei vasi. Non appena Pauling comprese che la lipoproteina (a) si lega alla lisina (un amminoacido essenziale che si deve assumere con l’alimentazione) delle pareti vascolari danneggiate, ideò la terapia con lisina e vitamina C.  In estrema sintesi l’idea di Rath e Pauling è di innalzare i livelli di vitamina C e lisina per neutralizzare la lipoproteina (a). la ricerca fu dapprima accettata dai Proceeedings of the National Academy of Sciences USA e poi mai pubblicata. L’attrattiva della terapia Pauling – Rath è risiede nel fatto che vitamina C e lisina sono 2 nutrienti essenziali che il corpo umano non può produrre e che quindi è necessario introdurre con l’alimentazione.

Nello specifico la lisina è un aminoacido che partecipa a numerose reazioni metaboliche. Insieme alla vitamina C interviene nella formazione del collagene, insieme alla metionina dà origine alla carnitina, favorisce la formazione di anticorpi, ormoni (in particolare il GH, ormone della crescita) ed enzimi, è un precursore della vitamina PP (la carenza di questa vitamina dà origine alla pellagra). I cereali sono poveri di lisina. La sintesi proteica può avvenire solo se sono presenti tutti gli amminoacidi, mentre se ne manca anche solo uno si blocca. Per contro esistono alimenti, come i legumi (ceci, fagioli, fave secche, lenticchie secche, piselli secchi, arachidi tostate), i latticini e carne di pollo, maiale, agnello e pesce (merluzzo) particolarmente ricchi di lisina. L’avena e amaranto hanno un contenuto di lisina superiore agli altri cereali.

La vitamina C è contenuta in ribes, peperoni, broccoli, rucola, cavoli, cavolfiori, fragole, arance, cavolo cappuccio e mandarini e frutti tropicali quali guava, litchi, mango,  papaia e verdure aromatizzanti come peperoncini piccanti, prezzemolo e tarassaco. Il calore distrugge la vitamina C per questo è conveniente nutrirsi con alimenti crudi. La vitamina C è un potente antiossidante, un immunomodulante ed è indispensabile per la sintesi di collagene, costituente principale di vasi sanguigni, pelle, muscoli e ossa.

Un’ottimale assunzione giornaliera di micronutrienti specifici è una utile misura preventiva sia per disturbi funzionali che problematiche patologiche più gravi.

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