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Mamme migliori con un pH migliore

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L’acidità organica conseguente all’introduzione di cibo “sbagliato” (troppe proteine, troppo cibi morti e ricchi di zuccheri, troppi conservanti, …) provoca una diminuzione della sintesi di prolattina, l’ormone secreto dall’ipofisi anteriore che stimola le ghiandole mammarie a secernere il latte. Una donna con pH urinario alcalino (6.8-7.5) conseguente ad una idonea alimentazione di verdura e frutta e bassa quantità di proteine sarà avvantaggiata nell’allattamento.

L’eccesso di proteine potrà essere convertito non solo in eccesso ponderale, ma inducendo una acidosi reattiva, potrà creare una serie complicazioni quale parto prematuro, riduzione dell’AFI (Amniotic Fluid Index), capezzoli doloranti nonché irrequietezza nel bambino.

Un’alimentazione marcatamente proteica, al punto da indurre una acidificazione tissutale, risulterà inutile e dannosa inducendo un blocco della montata lattea nelle puerpera.

Questa situazione va a travolgere anche il lattante al quale verrà proposto un latte di sostituzione con gli esiti negativi che ben si conoscono sull’educazione immunitaria intestinale.

Inoltre la mamma e il bambino vengono depredati del bonding emozionale naturale essenziale che la suzione al seno rappresenta.

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