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Piante selvatiche

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Prosegue la rassegna delle preziose  piante selvatiche che possiamo trovare durante una salubre passeggiata immersa nel verde. Anche per quelli di noi un po’ meno esperti nel riconoscimento botanico è comunque una meravigliosa opportunità, basta organizzarsi con una guida tascabile, un paio di forbici ed un sacchettino di stoffa o meglio ancora un cestino. La raccolta di erbe spontanee commestibili poi ci permette di riappropriarci del valore della natura ricordandoci che le coltivazioni sono arrivate soltanto dopo e che una volta, tanto tempo fa, i nostri avi raccoglievano quel che il territorio nel quale vivevano dava loro senza necessità di coltivare acri e acri monocoltura. La raccolta di piante spontanee edibili poi ci ricorda che una volta erano le stagioni che regolavano l’alimentazione e che bisognava essere previdenti.

  • Valerianella (Valerianella Olitoria): questa erba selvatica si può raccogliere nei campi, soprattutto vicino ai vigneti. Predilige le zone assolate e fiorisce in primavera inoltrata. La valerianella viene considerata per talune sue proprietà  come disintossicante e lassativa ed è buona portatrice di vitamine e Sali minerali . alle radici vengono attribuite proprietà simili a quelle della Valeriana Officinalis, nota per le qualità sedative e i disturbi del sistema nervoso oltre che come antielmintico. In cucina la Valerianella è apprezzata per il suo gusto gradevole e ampiamente utilizzata in primavera in diverse regioni di Italia. A Norcia, ad esempio, è tradizione accompagnare la valerianella al capretto al forno (capretto con i faricilli)
  • Erba cipollina (Allium Schoenoprasum): si può trovare lungo i campi, lungo i fossi e nei luoghi incolti di montagna. Ha steli fini e cilindrici molto simili alla cipolla, il bulbo è biancastro e i fiori sono sferici. Si può usare tritata per aromatizzare formaggi freschi, le salse per i crostini, le patate lesse e le uova sode. Oppure si può aggiungere nelle insalate. E’ una pianta preziosa per chi ama il sapore della cipolla ma non riesce a digerirla. Se desideriamo avere erba cipollina tutto l’anno possiamo essiccare e refrigerare. Se la essiccata ricordarsi di irrorarla con succo di limone
  • Cicoria vera (Cichotium Intybus): è una pianta comunissima in pianura, fiorisce in estate e la raccolta avviene prima della fioritura; di essa si mangiano sia le foglie (crude o cotte) che i giovani germogli in insalata preparando le cosiddette “puntarelle alla romana” ovviamente per chi è vegan o vegetariano sostituendo le povere acciughine con dei deliziosi capperi salati.

Impossibile non ricordare poi che una volta con la radice di cicoria  veniva preparato un ottimo sostituto del caffè.

  • La piantaggine (ne esistono di specie diverse): Diffusissima ai bordi dei sentieri, nei prati di montagna e nelle zone incolte; è ottima mangiata cotta in associazione ad altre erbe o usando le sue foglie più giovani crude raccogliendo le rosette più tenere da fare in insalata oppure in farinate o frittate. Essendo una perenne è possibile raccoglierla tutto l’anno e data la sua diffusione non c’è timore di raccoglierne in quantità tale da comprometterne la sopravvivenza.
  • Margherita pratolina (Bellis perennis): Le margheritine sono comunissime, si utilizzano le foglie più tenere, raccolte prima della fioritura, nelle insalate o nei minestroni, unite alle altre verdure. I fiori di margheritina stimolano la diuresi ed hanno un’ azione disintossicante: per potenziarne le proprietà depurative, l’ideale è miscelarli ad altre piante spontanee come tarassaco, ortica e cicoria.
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