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Ruolo del cromo nel controllo energetico

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Il Cromo è un metallo di transizione il cui stato di ossidazione varia da -2 a +6. Dal punto di vista biologico il cromo +6 è molto tossico, al contrario il cromo +3 è un microelemento essenziale per l’uomo dal momento che sembra essere coinvolto nel controllo energetico. Le prime evidenze sperimentali si ebbero nel 1950 quando fu osservato che le cavie alimentate con dieta povera di metalli diventano incapaci di regolare la glicemia e sviluppano sintomi riconducibili al diabete di tipi II. I sintomi scomparivano se la dieta degli animali veniva integrata con cibi ricchi di cromo, estratti di lievito di birra o Sali di cromo. Oggi il cromo viene regolarmente aggiunto alle preparazioni alimentari utilizzate per i soggetti ospedalizzati costretti ad una alimentazione parenterale.

Il cormo è un oligoelementi presente in un gran numero di alimenti: frutti di mare, ostriche, carne, fegato, formaggio, grano, frutta, fagioli verdi, spinaci, broccoli e lievito di birra. L’assorbimento avviene prevalentemente in corrispondenza del tratto gastroenterico attraverso meccanismi di diffusione passiva. Nel sangue il cromo viene legato alla transferrina che provvede al suo trasporto nei tessuti. Una quota rilevante di cromo viene accumulata in fegato e rene. Il cromo non si accumula a livello cellulare e la sua attività è strettamente dipendente dall’azione dell’insulina, la quale ne stimola l’assunzione da parte delle cellule insulino sensibili.

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