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Aterosclerosi: l’epidemia silenziosa

Le malattie cardiovascolari sono il male del secolo, anzi dei secoli e di quelli futuri se non assumiamo la consapevolezza dell’entità del problema e la consapevolezza che il problema inizia dai numeri: in Italia ogni anno 145.000 persone subiscono un infarto cardiaco, 12.803 al mese, 402 al giorno, 16 all’ora e 1 ogni 4 minuti e 15 secondi. Ogni ora su 16 persone che hanno avuto un infarto cardiaco, 5 muoiono. In sintesi ogni 12 minuti, nel nostro Paese, muore una persona per infarto al cuore. In Italia 200.000 persone all’anno sono colpite da ictus cerebrale, 16.00 al mese, 555 al giorno, 23 ogni minuto, ogni minuto 2 persone, in Italia, hanno un ictus cerebrale, con conseguenze più o meno gravi che vanno dall’amnesia transitoria alla necessità della badante per attendere alle comuni attività giornaliere. Ma l’infarto o l’ictus rappresentano solo il fenomeno conclusivo, l’epifenomeno, il triste prodotto di una malattia subdola, cronica, muta: l’aterosclerosi.

Per aterosclerosi si intende una malattia delle arterie caratterizzata dalla presenza di formazioni giallastre nella parete del lume vascolare, chiamate placche ateromasiche. Affinché questa malattia si verifichi sono necessarie due condizioni:

  1. Una iniziale infiammazione del rivestimento interno (= endotelio) dell’arteria. Questa condizione viene chiamata disfunzione endoteliale
  2. La presenza in circolo di lipoproteine piccole e dense

Cosa provoca la disfunzione endoteliale? Dopo molte supposizioni e studi scientifici, oggi sappiamo con ragionevole certezza che la causa, anzi le cause scatenanti questa infiammazione sono: il fumo di sigaretta, l’ipertensione arteriosa, i grassi saturi, l’aumento di LDL, l’aumento frequente della glicemia e dei radicali liberi. Altro che colesterolo cattivo! Rileggete bene per favore: anni di studi per conoscere fattori, che, a parte il fumo di sigaretta, tutti gli altri sono riconducibili in parte o totalmente alla nostra condotta alimentare –ergo nutrizione – e al nostro stile di vita. E questo è incredibile: incredibile la responsabilità che ciascuno di noi ha nei confronti di se stesso e  della propria salute. A volte è triste pensare alla nostra assoluta inconsapevolezza del potenziale effetto che il “fattore nutrizione – stile di vita” ha sul nostro benessere. E allora quale alimentazione è utile? Ridurre gli zuccheri e tutti i cibi con alto carico glicemico per limitare al massimo i picchi elevati di glicemia e di conseguenza i picchi di insulina ripetitivi che non sono benefici, ridurre tutti gli alimenti che contengono acidi grassi saturi (in particolare i cibi già pronti sugli scaffali dei super: biscotti, taralli, focaccine, crackers, …), prediligere la frutta e la verdura di stagione, ricca di antiossidanti e nutrienti utili alla riparazione delle cellule endoteliali danneggiate. Tradotto in termini “commestibili” i cibi sono facilmente individuabili. Vedete che non si tratta di dieta ma di consapevolezza alimentare e di cultura alimentare.

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