«

»

L’anno in breve

Minimizzare la possibilità di insorgenza di malattie e massimizzare la durata della vita: è l’ obiettivo della dieta della longevità messa a punto dal professor Longo. La proposta si basa sulle abitudini alimentari di un gruppo di centenari sani, quelli cha appartengono alle cosidette zone “blu”. Si tratta dei centenari di Okinawa e dell’Ecuador ma anche di italiani di Malochio, un paesino della Calabria dove si conta una delle più alte concentrazioni di centenari mai registrate e di sardi della zona di Nuoro. Sono tutte zone “blu” come le chiamano gli esperti ossia aree geografiche in cui si registra una longevità al di fuori della norma. Queste persone superano traguardi centenari ancora attive, autonome e conservano la dignità e il gusto per la vita.

Il messaggio base che ci invia Longo è il seguente: è vero che la genetica fa la differenza ma i geni si possono istruire a funzionare in un certo modo rendendoci più longevi e facendoci stare meglio. Quindi i geni sono flessibili e possono essere riprogrammati.

Il dottor Longo propone una dieta “pescitariana” ovvero sostanzialmente vegana con qualche portata di pesce. Non è un fondamentalista: consente un modesto consumo di latticini. Tutto questo si basa su una valutazione accurata delle popolazioni longeve che ha seguito personalmente. Soprattutto egli sostiene che sia necessario contenere il consumo delle proteine animali e vegetali, i grassi saturi e gli zuccheri super trattati. Il motivo di questo consiglio dietologico è che gli zuccheri e le proteine animali “accendono” i geni dell’invecchiamento, quelli che accorciano la vita e aumentano il rischio di contrarre il cancro e le malattie cardiovascolari.

La dieta di Longo si chiama “dieta Mima Digiuno” che è tuttora in fase di studio e sembrerebbe adottabile anche da persone con malattie gravi. Tutto questo conta sul sostegno attivo di alcune Università mediche di grande prestigio tra cui Harvard, Mayo Clinic, la Charitè di Berlino, l’Università di Leida, l’ospedale San Martino di Genova e l’University of Southern California. Gli studi mostrano che questo approccio nutrizionale possa avere un ruolo nella prevenzione del declino cognitivo legato all’età e della malattia di Alzheimer. Secondo Longo, infatti, la dieta mediterranea e soprattutto la dieta della longevità con un surplus di olio extravergine di oliva (1 litro a settimana) o di frutta a guscio (30 g/die) risulta protettiva per il cervello. Sembra che anche l’olio di cocco sia protettivo: infatti questo alimento è ricco di grassi saturi, ma a differenza degli altri grassi, sono a catena media. Ebbene, questi grassi (40 ml al dì) pare che migliorino le funzioni cognitive dei pazienti colpiti da Alzheimer. Dato interessante da confermare.

 

Condividi:
Share this page via Email Share this page via Facebook Share this page via Twitter

Permalink link a questo articolo: https://www.katieguarato.it/lanno-in-breve/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi usare i seguenti tag ed attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>