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L’olio di pesce e la salute del sistema nervoso

L’interesse per i possibili effetti positivi dell’olio di pesce deriva dall’osservazione della assai minore incidenza nelle popolazioni Esquimesi ed Inuit con dieta ad alto apporto di pesce di malattie infiammatorie croniche in generale e di aterosclerosi e fenomeni trombotici.

Del resto già nel 1789 una pubblicazione parlava dei benefici dell’olio di fegato di merluzzo nel reumatismo. Nel 1824 emerse l’utilità dello stesso olio nella prevenzione e nella cura del rachitismo.

I pesci grassi dei mari freddi (sgombri, sardine, salmone,…) sono fonti di olio di pesce che contiene acidi grassi omega 3 del tipo EPA e DHA. Mediamente 100 g di tali pesce contengono 1 g di omega 3. Le fonti marine di omega 3 non sono inesauribili e bisogna anche tenere conto del continuo impegno di inquinamento degli oceani svolto dall’uomo. Si è perciò pensato di ricavare EPA e DHA dalle alghe o, ancora senza successo, da piante transgeniche stimolate alla produzione di queste vitali sostanze. In realtà EPA e DHA possono essere sintetizzati partendo da altri omega 3, quelli della famiglia dell’acido alfa linoleico presente nei semi vegetali quali: lino, soya, colza, noci, mandorle, germe di grano. EPA e DHA sono omega 3 a catena lunga. L’EPA ha una catena di 20 atomi di carbonio e 5 doppi legami, mentre il DHA ha una catena di 22 atomi di carbonio con 6 dopi legami. Queste sostanze grasse, in generale, hanno tendenza all’ossidazione e quindi la preparazione generale è in capsule.. gli acidi grassi omega 3 sono metabolizzati a eicosanoidi, molecole con importanti influssi su prostaglandine, trombossani e leucotrieni. Esse sono potenti regolatori della pressione arteriosa, della coagulazione e dell’infiammazione con attività opposta a quella degli acidi grassi omega 6.

Gli acidi grassi essenziali sono indispensabili per il normale sviluppo cerebrale ed una loro carenza può essere associata ad un deficit cognitivo più o meno grave. Risultati incoraggianti si sono ottenuti nella cura delle patologie neurologiche quali schizofrenia e deficit di attenzione. Risultati ancora più interessanti si sono ottenuti nella depressione post-partum, nella depressione adolescenziale e in quella associata alla sindrome bipolare.

Una malattia che pervade devastante la nostra società oggi è la dipendenza, nelle sue multiformi eccezioni (gioco, fumo, droga, alcool, …). Ebbene un cervello più trofico, più nutrito, grazie all’apporto degli omega3, si è dimostrato scientificamente meno esposto a queste abbruttenti abitudini, per le quali non si più agire con la semplice parola sebbene ispirata.

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