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Metalli tossici: eliminarli con la zeolite

La parola zeolite deriva dal greco ed è composta dall’unione di zeo (=bollire) e lithos (=pietra). Si tratta di una roccia di origine vulcanica formatasi dall’incontro della lava incandescente con l’acqua di mare, composta per lo più da cristalli di dolomite, silice e carbonato di calcio. Si calcola che nel mondo esistano circa 600 miniere di zeolite a cielo aperto di cui alcune situate in Europa: Lazio, Ucraina, Austria, Grecia e Turchia. Vero dono della natura per detossificare l’organismo, la zeolite viene usata in polvere o in capsule per la sua straordinaria capacità di chelare, cioè di intrappolare i metalli tossici: cadmio, cromo, mercurio, arsenico, piombo, manganese, cobalto, nichel e berillio. La sua efficacia è confermata dagli studi del prof. Fedele Manna, docente di discipline chimiche e farmaceutiche e tecnologiche dell’Università La Sapienza di Roma: dopo 8 mesi di trattamento la quantità di metalli pesanti presenti nell’organismo umano si riduce del 50%. I metalli pesanti, accumulandosi nei tessuti organici, specie in quelli nervosi, può causare diverse patologie: dai disordini del sistema immunitario ai disturbi nervosi, alla stanchezza cronica, alle infiammazioni croniche.  La forma attiva della zeolite è la clinoptinolite ch è in grado di realizzare degli scambi cationici utili per l’organismo: assorbe gli ioni positivi dei metalli pesanti e cede gli ioni negativi di magnesio, calcio e silice, tre oligoelementi preziosi per muscoli, tendini e legamenti, nonché per il sistema nervoso e cardiovascolare

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