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Nutrizione e PNL (Programmazione Neuro Linguistica)

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Dalle analisi minuziose che oggi abbiamo a disposizione (cfr. lavori del prof. David Felten allo Strong Memorial Hospital e lavori della dott.ssa Karen Bulloch della Stony Brook University) dei collegamenti tra i sistemi di regolazione (sistema nervoso, immunitario ed endocrino) emerge in modo chiaro che ogni organismo vivente- e quindi anche ogni organismo umano- funziona come un network di sistemi in equilibrio. Per dirla con il Bottaccioli “la vita stessa coincide con questa sintesi”.

Ritroviamo la ricerca di questo equilibrio già nella medicina filosofica di Alcmeone che ragionava in termini di equilibrio, di armonia, di “isonomia” delle forze che consentono la vita. Una variazione, un predominio di un elemento su un altro, una “monarchia”, come scrive, danno origine a disarmonia, a malattia. La salute, in questo modello, è il ripristino dell’equilibrio.

Uno dei più grandi studiosi dell’”equilibrio fisiologico” è stato Hans Selye che nel suo libro The stress of life (Lo stress della vita, pubblicato nel 1956) indica l’adattamento dell’organismo a sollecitazioni ambientali (= stressori) come il principio stesso della vita. L’adattamento è governato dall’asse dello stress che, attivandosi, scrive Selye, libera non solo ormoni antiinfiammatori ma anche proinfimmatori. E’ da questa bilancia che sorge l’adattamento più o meno riuscito dell’organismo. La malattie sono il frutto di un cattivo adattamento, che non è semplicemente una carenza di risposta. “L’eccesso di cortisolo da stress cronico -scrive Selye ha, infatti, effetti rilevanti sulla pressione arteriosa, sull’attività cardiaca, renale, sull’equilibrio glicemico e anche sul sistema nervoso e mentale”. Perciò è possibile affermare che ogni stressor che perturba l’omeostasi dell’organismo richiama immediatamente delle reazioni regolative neuropsichiche, emotive, ormonali e immunologiche. Lo stressor può essere rappresentato da eventi della vita quotidiana, da fattori ambientali (chimici, fisici, biologiche), dal cibo, da farmaci … La percezione di eventi e situazioni stressanti è individuale, nel senso che dipende dalla nostra storia genetica, dalle esperienze fatte e dai comportamenti messi in atto; quando il cervello percepisce un evento come stressante, attiva una risposta fisiologica e comportamentale che può condurre a un adattamento più o meno soddisfacente (cfr. B. McEwen “Protective and damaging effects of stress mediators”, New England Journal of Medicine, 1998). Per esempio, per adattarsi a un clima rigido l’organismo attiva maggiormente la componente anabolica liposintetica e si può decidere di accendere un fuoco o indossare abiti più pesanti.  L’adattamento dipende dalla presenza e dall’attivazione di risposte fisiologiche innate e dalla capacità di problem solving individuali.

Nella mia attività in studio osservo come spesso “alimentarsi” rappresenti un evento stressante:  più di tutto mi colpisce come alcune persone mettono in atto  una vera e propria battaglia contro il cibo, cercando di sottolineare come vogliono rinunciare  al cibo e a quanto di buono possa rappresentare.  A ciò spesso uniscono una sintomatologia che io definisco di “well loss”. Spesso la soluzione di questa situazione si ottiene unendo il ripristino delle condizioni fisiologiche, che consentono un migliore adattamento, a strategie di PNL (Programmazione Neuro Lingusitica). La Programmazione Neuro Linguistica è lo studio della struttura dell’esperienza soggettiva, ossia come ciascun individuo interpreta se stesso e il mondo che lo circonda. E’ un modello della comunicazione umana che permette di analizzare ogni comportamento scomponendolo in sequenze di elementi osservabili, riproducili e modificabili. Il termine stesso è formato dall’insieme di più parole:

  • Programmazione: i comportamenti di ogni individuo sono riconducibili a dei programmi di funzionamento analizzabili e riproducibili
  • Neuro: ogni comportamento è il risultato di processi neurologici
  • Linguistica: i processi neurali sono rappresentati ed espressi attraverso il linguaggio, non solo verbale, ma anche paraverbale e corporeo.

Come afferma R. Bandler “ La PNL è un atteggiamento che ha a che fare con la curiosità, con il voler sapere le cose,  col voler essere capaci di influire sulle cose e voler essere capaci di influirvi in modo che valga la pena farlo”.

La PNL, dunque, è il prodotto di una originale sintesi tra psicoterapia, neurologia, linguistica, cibernetica e teoria dei sistemi che insegna a utilizzare la propria linguistica razionale interna (pensieri, immagini, emozioni) per trasferire messaggi riequilibranti e sereni alla parte più profonda e inconscia del cervello, permettendo di raggiungere più facilmente e stabilmente l’obiettivo e diventare “in forma per sempre”.  L’inconscio, infatti, prende molto in considerazione la nostra linguistica razionale che, se utilizzata correttamente, permette di focalizzarsi e raggiungere gli obiettivi con naturalezza e spontaneità.

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