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Alimentazione funzionale

alimentazione

Chi viene nel mio studio per essere aiutato nella ricerca di una alimentazione personalizzata, riceve informazioni su come l’organismo sia un sistema complesso dove ogni cellula garantisce, attraverso una adeguata produzione di proteine, una comunicazione istantanea all’interno della rete di relazione cellulare e del network tra cervello, sistema nervoso autonomo, sistema ormonale e metabolico (Rete PNEI). Quando l’organismo riceve dall’ambiente stimoli di varia natura (emozioni, cibo, prodotti chimici, variazioni di temperatura) risponde adattandosi.
La capacità di risposta e di adattamento dipende proprio dall’efficienza della comunicazione che assicura all’organismo l’integrità, l’equilibrio e l’efficienza mantenendone lo stato di benessere e di salute. Se gli stimoli sono particolarmente intensi e continuativi, l’organismo potrebbe avere difficoltà nell’adattamento mostrando sintomi di disfunzione che, se non risolti, virano in franca patologia.L’aumento di peso è il segno più evidente di disequilibrio del sistema biologico. Il mio ruolo è quello di condurre la persona nella comprensione di che cosa ha alterato la funzione e perché
l’organismo ha messo in atto, come risposta, l’alterazione ponderale.Gli alimenti e i nutrienti in essi contenuti sono segnali per la regolazione dell’attività cellulare e del metabolismo in generale. Favorirne alcuni, le opportune combinazioni giornaliere, scegliereun cibo in base alla qualità nutrizionale e non alle calorie, distribuire il carico di zuccheri nelle 24 ore, sospendere quelli depotenzianti e ricchi di tossici associando la deacificazione dei tessuti, la disintossicazione e il drenaggio degli organi più coinvolti nella disregolazione significaripristinare e aiutare a mantenere l’omeostasi che permette al sistema vivente di confrontarsi con l’ambiente esterno in un adattamento biologico giornaliero continuo.
L’alimentazione funzionale è scienza, ascolto di sé e consapevolezza.

 

[important]A sostegno di quanto sia importante pensare in modo “funzionale”.[/important]

Il pesciolino e la cura del cancro

(intervista al Dottor Mario Biava, medico e ricercatore dell’Irccs Multimedica di Milano)

Il dottor Pier Mario Biava è riuscito a bloccare l’invecchiamento cellulare senza alcun tipo di manipolazione genica. Ma non solo: è anche riuscito ad arrestare la moltiplicazione cellulare e indurre la differenziazione in caso di tumori riprogrammando le cellule e correggendone i danni all’origine della malignità. Quando il cancro è in uno stadio molto avanzato le cellule non si possono più riprogrammare e Biava riesce a indurne la morte.

Biava spiega in breve le sue scoperte e di seguito riporto:

“… è stata individuata una frazione del codice epigenetico (ovvero del codice che non è in grado di programmare DNA e di regolare in modo specifico e selettivo l’espressione genica, l’accensione o lo spegnimento dei geni, che si è rivelata in grado di mantenere attivi, in modo naturale, senza manipolazioni geniche, i geni staminali capaci di impedire l’invecchiamento cellulare, si tratta degli stessi geni che Shinya Yamanaka, il quale per questo ha vinto il premio Nobel nel 2012, aveva introdotto in modo artificiale con un retrovirus in una cellula differenziata. … Nelle nostre ricerche  le cellule rimangono giovani e cicliche senza subire manipolazioni proprio sulla base  di una regolazione fisiologica dei geni staminali. Inoltre si è dimostrato che un’altra parte del codice epigenetico, al contrario, è in grado di rallentare la moltiplicazione cellulare differenziando le cellule o inducendone la morte programmata. Gli studi per capire sempre meglio il codice epigenetico, che è il vero codice della vita, sono ancora in corso. I regolatori epigenetici possono potenziare gli effetti positivi legati al trapianto di cellule staminali  e in futuro sostituirsi al trapianto stesso. … Tali fattori sono quelli prelevati dallo Zebrafish e si tratta di proteine e acidi nucleici (in pratica DNA e RNA) con proprietà regolatorie, che peraltro si è dimostrato essere gli stessi della specie umana. …”

Solo una terapia di differenziazione può avvenire senza che sia decretata guerra al tumore. Questa terapia attua un processo di educazione che insegna alle cellule a comportarsi bene: a differenziarsi o a morire spontaneamente.

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