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Counselling nutrizionale

Il benessere è un diritto e una responsabilità: un diritto perché è parte integrante dell’essere
e dell’esistere, una responsabilità perché le nostre scelte sono determinanti per raggiungerlo e per mantenerlo. Per questo il riconoscimento dell’importanza del cibo e delle sane abitudini di vita deve passare necessariamente dalla consapevolezza. Il benessere è possibile perché è una condizione vitale dell’esistere biologico, è una manifestazione evidente dell’equilibrio fisiologico implicito nell’essere vivente. Se non partiamo da questo presupposto non accettiamo l’idea di mettere in discussione le nostre modalità di vita, e non capiamo quali sono le interferenze che impediscono lo spontaneo realizzarsi di queste condizioni innate. Solo in questo modo si innesca un atteggiamento di umiltà e responsabilità verso noi stessi e la nostra vita, e solo così ci disponiamo a comprendere qualcosa in più sull’alimentazione e sull’importanza di seguire stili di vita più naturali, bisogni primari che restituiscono la funzione e la funzionalità degli organi all’essere vivente. Senza il presupposto della consapevolezza non affermiamo la nostra unicità, la nostra profondità, la nostra potenzialità trasformativa liberandosi da tanto pattume che ci mettiamo addosso con la sedentarietà e una alimentazione scorretta. Si tratta di riappropriarci di una considerazione di sé come fatto biologico, una modalità che permette all’individuo di ritornare alla natura di ciò che è e al tutto a cui appartiene.

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